"Da piccolo vedevo i cani-lupo e chiedevo ma i lupi-lupi come sono fatti? Mi dicevano che erano molto diversi, ma che non ce n’erano più.Ne vidi uno in Toscana, in un quasi zoo: era magro e smunto, stava in piedi a fatica. Ma era un lupo, cazzo.
La mia idea di catastrofe energetica, del giorno in cui si spegnerà tutto, è più o meno così: desolazione e lupi - magri e incazzati. Ci troveremo lì io e te - chiunque tu sia, ma a occhio sarai una che neanche sa accendere il gas - a dover accendere il fuoco per tenerli lontani. Non avrai più telefonino o bilancia, avrai una faccia orribile e dolori in posti che non sapevi. Ti farai il bagno in un laghetto e ti si attaccheranno addosso le sanguisughe - altro animale mitico per chi è cresciuto in città. Saremo tutti sparsi e malati, nulla di ciò che conta ora conterà. Col tempo riusciremo a ritrovarci, a riunirci. E a sentirci bene nel sentirci l’uno uguale all’altro. Poi forse tutto degenererà di nuovo, con gli stessi tempi e modi di come è stato. Ma forse no.”

Federico Dragogna

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